Un’assicurazione per le Pec di Quixa

È il 3 marzo 2015 e nel settore delle assicurazioni circola un documento.
Arriva da IVASS, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, e contiene il nuovo regolamento che semplifica i rapporti tra società, intermediari e clienti.

Basta raccomandate, basta mail normali.

Tutte le comunicazioni tra le società di assicurazione e IVASS dovranno viaggiare con un solo mezzo: la PEC.

IL RUOLO DI ARDESIA È ANCHE QUELLO DI INFORMARE.

Così inviamo una e-mail a Quixa nella quale informiamo dell’obbligo per loro di usare la PEC e alleghiamo il regolamento di IVASS che lo attesta.

E UN PROGETTO CHE SPIEGA IL SERVIZIO PROPOSTO PER ADEMPIERLO.

Dopo qualche giorno ci contatta Pamela Perego, Head of Business Transformation & IT di Quixa.

Quixa è una realtà particolare.

È una società italiana ma dipende dalla casa madre francese.

Offre polizze on-line, quindi è una compagnia assicurativa più evoluta di altre in tema di informatica.

Infatti, nel gruppo di lavoro ci troviamo a fianco del responsabile IT, di project manager, di tecnici informatici.

Ci spiegano che i loro sistemi informativi impediscono l’entrata e l’uscita di mail con i protocolli usati dalla PEC.

Da una parte c’è un divieto francese: la politica aziendale adottata dalla casa madre. Dall’altra, un’imposizione italiana: il regolamento di IVASS che li obbliga a usare la PEC.

C’è un conflitto internazionale da risolvere.

«Mentre ascoltavo la descrizione dei vincoli imposti dalla casa madre francese, la mia mente già elaborava quei dati per assicurare al contrasto una soluzione possibile e sicura».

Andrea, CIO di Ardesia

Andrea comprende subito che la soluzione non poteva operare all’interno del sistema informatico di Quixa.

Da lì può uscire solo una mail normale e può entrare solo un file, non una PEC.

La soluzione doveva essere creata all’esterno con un servizio attivo nel server di Ardesia, ma collegato direttamente al sistema informativo di Quixa.

Nasce così il software Robot.

Robot trasforma le PEC che Quixa riceve in un file, senza alterarne il contenuto.

E seguito trasforma l’e-mail che esce da Quixa in una PEC, che viene quindi inviata ai destinatari garantendo la validità legale della posta certificata.

Grazie a Robot i contenuti delle PEC ricevute entrano in Quixa con un protocollo protetto che rispetta i vincoli imposti dalla casa madre. E fa arrivare ai destinatari di Quixa la PEC con il protocollo previsto dalla posta elettronica certificata.